NOTE BIOGRAFICHE

"Tonino Milite ha per sua natura, un radar personale, interpreta e rappresenta segnali che provengono dalle trasformazioni del reale e che sono, in genere, difficilmente comprensibili..."

Bruno Munari (1992)
 

Tonino MiliteTonino Milite, nasce a Tirana in Albania nel 1942, studia all'Istituto d'Arte di Lucca; trasferitosi a Milano prosegue la sua formazione all'Accademia di Brera.

Nei primi anni Settanta collabora a riviste come illustratore, quindi coaudiuva Bruno Munari nei laboratori per la stimolazione della creatività infantile, presso il laboratorio per l'educazione visiva della Pinacoteca di Brera e del Castello Sforzesco.

Dal 1975 al 1978 insegna tecnica dell'Illustrazione presso la Scuola Superiore d'Arte del Castello Sforzesco, proseguendo nel contempo le proprie ricerche pittoriche.

Tonino Milite e Bruno MunariNel 1979 collabora con Bruno Munari al laboratorio tattile annesso alla mostra francese "Le mains regardent" del Centro Pompidou e inizia le ricerce nel campo del ri-design e delle "architetture effimere" realizzate con materiali alternativi.

Nel 1980 collabora al laboratorio di ceramica realizzato presso il Museo internazionale della ceramica di Faenza ed espone presso il teatro Verdi di Milano una collezione di oggetti realizzati trasformando la forma e la funzione del contenitore esapak. Sempre nello stesso anno Zanichelli pubblica la sua ricerca sulle "textures" in una collana diretta da Bruno Munari.

Nel 1981 ha ideato una Bandiera Internazionale della Pace a forma di trapezio rettangolo, elaborando una selezione dei colori dell'arcobaleno particolarmente luminosa.

Dal 1982 a oggi ha esposto le sue opere presso: Miart, Saga di Parigi, Artissima, Arte Fiera, Galleria Montrasio, Galleria Vinciana, Lineart di Gand in Belgio,Galerie Dieter Tausch di Innsbruck in Austria.

Nel 1997 pubblica il libro "Dubi ti amo" con la prefazione di Bruno Munari. Questo libro è una sequenza di flash sul tema del dubbio giocata sulle metamorfosi del punto interragativo, accompagnate da un brevissimo testo.

 

Nel 2001 Garzanti utilizza una sua opera per la copertina del volume "Il Novecento" della "Storia della letteratura italiana"
Grafemi arcaici e fosfemi in uno spazio compresso.
(tempera su tela, 1993)
 

Nel Settembre 2006, viene invitato ad esporre una sua opera al 45°Premio Suzzara 2006, "Il futuro della tradizione" - Maestri della pittura italiana.
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